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| Cosa ci proponiamo |
Cosa ci proponiamo
Da pochi amici, con la passione per i cardellini, incontratisi una sera a cena intorno ad un tavolo, siamo diventati una realtà associativa leader nel panorama ornitologico internazionale. Con la crescita numerica e culturale al nostro scopo principale: Allevare i cardellini, selezionandone le caratteristiche genetiche migliori, legate allo standard espositivo. Se ne sono aggiunti altri, alcuni di carattere educativo a) insegnare agli iscritti le ottimali tecniche di allevamento e di mantenimento in cattività dei soggetti allevati;b) educare i possessori dei cardellini al benessere degli stessi attraverso la corretta alimentazione e la corretta detenzione. ed altri di carattere scientifico a) progetti di ricerca e studio sull’alimentazione ed etologia del cardellino b) progetti di conservazione e difesa della specie in Natura Ad oggi contiamo diverse centinaia di iscritti e migliaia di simpatizzanti che ci si rivolgono con la consapevolezza di incontrare interlocutori esperti nel settore delle tecniche di allevamento e soprattutto appassionati del cardellino. I nostri progetti futuri avranno certamente origine dal recente riconoscimento della nostra Associazione come Club di Specializzazione da parte della FOI Onlus: la stesura dello standard del cardellino mutato la stesura dello standard del canto del cardellino europeo Iscriversi al nostro Club è più di una semplice condivisione di una passione e di un hobby… È l’entrare a far parte di una grande Famiglia, dove ci si chiama semplicemente per nome, come si conviene ai buoni amici.
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| Allevamento in Norvegia |
Allevamento in Norvegia
La passione per l’allevamento degli uccelli in Norvegia la si vede in genere tramite strutture ampie, basate su voliere all’aperto adiacenti a costruzioni in legno per l’inverno. Gli ornitofili devono attenersi alle rigide regole che proibiscono qualsiasi specie autoctona in cattività, in addizione è proibito importare uccelli che potrebbero adattarsi alla natura e al clima norvegese, se liberati (volutamente o accidentalmente). Questo perchè in tal caso potrebbero ibridarsi con specie locali selvatiche e inquinare in tal modo la fauna volatile selvatica, oppure svilupparsi come specie presumibilmente senza nemici naturali e arrecare comunque danno alla fauna locale. Per questi motivi gli allevatori norvegesi hanno fino ad oggi allevato per lo più canarini, pappagallini e tutta la gamma di estrildidi australiani ed africani e diamanti nelle loro più svariate colorazioni. Negli ultimi tempi soltanto si notano allevamenti di carduelidi sudamericani, tra questi quelli più ricchi di esemplari sono il Lucherino Testa Nera ed il Cardinalino del Venezuela. In questo piccolo articolo si rivolge lo sguardo ad un allevatore eccezionale sia per bravura che per le specie che alleva.
E’ una splendida giornata di metà agosto. In Norvegia con l’aggettivo splendida si intende un cielo terso, una temperatura di circa 18 gradi e il giorno di circa 14 ore di luce intorno alla metà di agosto. E pensare che in Italia il 15 Agosto diciamo Ferragosto e la consideriamo la giornata più calda dell’ anno.
Con intelligenza, dico, perchè le voliere sono intercomunicanti attraverso un sistema di porte retate a chiusura alternata (gestibili dall’ esterno) in modo da poter isolare al bisogno in una voliera dei soggetti, oppure trasferire dei soggetti da una voliera ad un’ altra oppure aprire tutte le porte retate e ottenere una sola enorme voliera di circa 25 metri di lunghezza, 4 metri di profondità e 2,5 metri di altezza. In questo modo Ketil può separare le coppie che vuole durante la stagione di riproduzione e lasciare tutta la voliera a disposizione di tutti i suoi soggetti durante il periodo di riposo. Insomma un sogno! La maggior parte delle voliere sono alberate e rigogliose di vegetazione di sottobosco, arbusti, cespugli e rampicanti che sotto i raggi del sole creano quei fantasmagorici riflessi e penombre che mi ricordano la mia infanzia, quando ascoltavo estasiato nella vegetazione di sottobosco l’ improvviso flautato canto di un merlo che non riuscivo mai a vedere, o l’ incantevole strofa da violino di una capinera. Da bambino per me quello era proprio un mondo misterioso e fatato. Ebbene Ketil alleva uccelli insettivori, la flora di sottobosco è parte integrante del suo allevamento.
Mi viene incontro sullo spazio antecedente l’ entrata principale della sua casa, un po’ a orsacchiotto con gli occhi a spillo e il sorriso nella barbona grigia. Nel soggiorno mi mostra l’ impianto stereo che ha appena acquistato ed installato, con cavi a fibre, sistema surround di non sà quanti watt, ma non riesco a seguirlo come vorrebbe e come per educazione dovrei, lo sguardo va nel giardino da dove arrivano canti flautati, cinguettii, richiami. Se ne accorge, sorride e mi invita ad uscire in giardino. La voliera maggiore è quella che si vede frontalmente appena si esce in giardino. Anche la parte non adibita a voliere è alberata e con cespugli, di fiori e di bacche. Il sole fà giochi di luce tra le ramificazioni e nell’aria svolazzano piccoli insetti e farfalline. Mi avvicino alla voliera più grande per sbirciare. La vegetazione è abbastanza fitta all’ interno e stento a individuare uccelli. Dal fogliame arriva sempre più alto ed irritato un gracchiare secco.Cchià , cchià Cchia Cchia Cchia Cchia Cchia Cchià. Sono i genitori che si allarmano mi spiega Ketil. Guarda bene per terra vicino a quella conifera suggerisce. Completamente fermi, attaccati l ‘uno all’ altro, all’ ombra intravedo a stento due piccoli appena saltati dal nido , non ancora in grado di volare. Non riesco a capire la specie, stò per chiederlo a Ketil quando un magnifico esemplare di Usignolo del Giappone , quasi accorgendosi che ho individuato la sua prole raggiunge con la velocità di un proiettile il ramo appena sovrastante e indispettito ed impettito mi guarda e continua a gracchiare. Sono Usignoli del Giappone! Esclamo. Beh, la denominazione è errata, mi spiega Ketil. Viene comunemente chiamato così perchè i primi importatori furono i giapponesi. Leiothrix lutea è il suo nome latino ed è un uccello diffuso in India settentrionale, Cina meridionale e penisola indocinese. L’usignolo del Giappone non appartiene come l’Usignolo alla famiglia dei turdidi, bensì alla famiglia dei timalidi. Ma è un uccello fondamentalmente insettivoro, come hanno tirato su la prole? Chiedo. Seguo questo progetto da 10 anni, spiega Ketil. Ti posso garantire che non vi è nulla a caso in queste voliere, nulla eccetto le ramificazioni alle quali lascio prendere la direzione che vogliono, ma il tipo di piante, la luce che filtra dall’ alto, l’alimentazione, insomma tutto è frutto di osservazione e aggiornamenti continui che durano da 10 anni. Vedi, continua, se hai una voliera di grandezza anche relativa e ci metti un pò di conifere che compri in un vivaio, un coppia di questi uccelli molto probabilmente costruirà il nido e deporrà uova. E poi? La storia e le difficoltà non finiscono là, cominciano. In questi anni le ho viste tutte: uova deposte e non covate, uova covate e poi abbandonate poco prima della schiusa, pullus abbandonati una sola ora dopo essere nati, pullus abbandonati dopo 4 -5 giorni e pullus venuti meno in prossimità dello svezzamento. Più volte ho pensato di rinunciare anche per non soffrire a guardare impotente la penosa fine di questi meravigliosi pulcini, ma poi le coppie costruivano il nido nel fogliame che a volte non vedevo prima che i pulcini saltassero fuori. Cosa avrei dovuto fare? Chiuderli in un gabbione senza possibilità di nidificare? Ho speso invece una grandissima parte del mio tempo libero ad osservare questi fantastici uccelletti vispi e chiacchieroni, che quasi sembrano burlarsi di te quando li guardi, che si tengono in contatto audio continuamente con una gamma di piccoli suoni che vanno da un fioco gracchiare ad uno schietto sghignazzare, intercalati da corti richiami flautati. Il magnifico e possente canto del maschio, un canto che ti fa sognare la penombra di boschi fitti e rigogliosi, che ti fa quasi sentire lo scrosciare di una piccola cascata nascosta nel verde.
Ebbene, Ketil la ama proprio questa sua passione. Quale è il segreto Ketil?
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| Visita all’allevamento di Roland Raskin e Patrich Thielens |
Sono le sei del mattino del 22 giugno, che Nello è già sotto la mia casa che mi bussa. Abbraccia Nello, sembrano due amici di vecchia data che si rivedono, il Belgio già mi sembra un pò meno lontano! Domando a Roland del perché usa tale sistema, ma lui semplicemente mi risponde che gli piacciono troppo anche negriti e lucherini e non ha altre voliere per metterli in cova e quindi li associa (dopo le dovute osservazioni caratteriali) e mi viene in mente l’ articolo dell’ amico Rosario Perrella sull’ etologia. In fondo anche noi possiamo ragionare e confrontarci ( si spera). Roland ci lascia fare. Continua imperterrito a dare da mangiare ai suoi gioielli come si può vedere dalle foto, ogni tanto ci da qualche spiegazione sull’ accoppiamento che ha effettuato, veniamo colpiti da due coppie di ancestrali taglia grande enorme. Le uniche coppie dove uno dei due soggetti non è fenotipo. Chiedo a Roland se ci sono dei portatori di opale, lo scorso anno ne ha ottenuto una dozzina. Ha formato due coppie fra fratelli e sorelle e quest’ anno spera di ottener un pò di soggetti fenotipicamente opale. La voliera seguente ha messo il maschio opale ( che lo scorso anno gli ha regalato Gregorutti)con una figlia ed insieme anche una femmina lutina (Chissà starà tentando di inserire il fattore opale che è recessivo autosomico con il fattore satinè che è sesso-legato per creare dei portatori di lutino opale mi dice Nello) Lo supponiamo, ma lui non si pronuncia. Più in là , nella voliera che fa angolo, la più illuminata, il più bel cardellino di Roland (a mio parere), un ESEMPLARE di rara bellezza in mutazione Albino (nelle foto) con una femmina portatrice (split come dicono in Belgio) di albino. Cosa farei per poter restare a vedere i piccoli che nasceranno dalle cinque uova piene. Nello lasciami in Belgio!... Non si può!... Continuiamo a filmare e fotografare.
Non ci stanchiamo mai, ma Roland deve andare dal suo amico Patrick Thielens, perché i piccoli svezzati li tiene nelle sue voliere, per motivi di spazio e poi, ci spiega che Patrick gli deve dare un Corvo (nelle foto) allevato a mani per il suo papà , che ha 84 anni e da tanto aspetta questo regalo. Ci rimettiamo in macchina per fare una trentina di chilometri che separano la casa di Roland da quella di Patrick, ma prima Roland si ferma a farci visitare la sua nuova casa in costruzione nella cittadina di Beringen. Sono due anni che è quasi terminata, ma Roland non ci va ancora ad abitare perché il sindaco della città ancora non gli ha rilasciato la licenza per le voliere. Qui non siamo in Italia! E’ paziente, con il nuovo progetto modificato gli dovrebbe arrivare la tanto agognata licenza. Glielo auguriamo! E’ una casa stupenda (osservate dalle foto), Roland la ha progettata e con suo fratello con il quale condivide una Ditta edile se la sta anche rifinendo personalmente. Con orgoglio (e si capisce) ci spiega gli ambienti, poi ci porta al secondo piano e mostra a Nello una stanza dicendogli che quando vorrà venire a fargli visita è per lui. Non scherza, capisco sono proprio amici, si vogliono bene e si stimano come persone che si conoscono da 100 anni. Nello si emoziona, un pò anch’ io! Sono felice di vivere anche questo piccolo momento. Si riparte ed in pochi minuti siamo a casa di Patrick è stupendo! Non immaginavo di vedere mai delle cose simili. Già da fuori il giardino si capisce che Patrick e la moglie sono degli amanti degli animali e della natura. Solo dalle foto potrete capire! Tutto è curato all’ inverosimile, piante, alberi, cespugli, perfino i rampicanti vicino la casa sono arte! Poi voliere dappertutto e nelle voliere tordi, gazze, fringuelli, usignoli, il corvo per il papà di Roland. Entriamo all’ interno del giardino e sentiamo cantare i cardellini. Due strutture di voliere separate, una a destra per le cove e l’ altra a sinistra per i piccoli. Patrick è gentile e ci dice di entrare, ha qualche sorpresa da farci vedere. Entriamo prima a visitare le coppie in riproduzione: sono quasi tutte isabella, lutino ed eumo, ma ci sono molti wit Kop in cova di tutte le mutazioni. Salvatore Condemi
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